L'ex Inter Zanotti: "In Svizzera esperienza magica, ma all'inizio è stata tosta. L'esordio in Serie A? Incredibile"

Noi di Chiamarsi Bomber siamo andati a Lugano per fare una chiacchierata con Mattia Zanotti, ex Inter e attuale nazionale Under 21 ora in forza al club svizzero
calcio estero31/03/2025 • 12:32
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Direttamente da Lugano abbiamo avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con Mattia Zanotti, classe 2003 ex Inter "emigrato" in Svizzera in cerca di spazio, visibilità e per una crescita personale calcistica ed umana.

 

Il 22enne di Brescia, nel giro della Nazionale Under 21 azzurra, dopo l'esordio in Serie A con i nerazzurri è stato dapprima ceduto in prestito al San Gallo, club militante nella Swiss Super League, e la scorsa estate è passato a titolo definitivo proprio al Lugano, sua attuale squadra, con cui si sta ritagliando uno spazio importante.

 

Il difensore ci ha parlato della sua avventura all'estero, ma anche dell'emozione degli esordi e tanto altro.

Sei cresciuto nel settore giovanile dell'Inter: cosa ti ha dato quell'esperienza e quanto è stata importante nel tuo percorso?

"Crescere in un settore giovanile così importante porta tanto, ti interfacci ogni giorno con veri e propri professionisti, tanti che hanno avuto anche un passato da calciatori; a livello di compagni hai la possibilità di giocare con il top che c'è in Italia, è un'esperienza nuova ogni giorno".

12 dicembre 2021, giorno del tuo esordio in Serie A a San Siro: raccontaci le emozioni di quella giornata

"Era contro il Cagliari, finì 4-0... Era la terza o quarta volta che andavo in panchina con la prima squadra, e già quello per me era tanta roba. era da un mesetto che mi allenavo con loro perché c'era qualcuno fuori per infortunio. La partita stava andando bene e ad un certo punto il mister si è girato verso la panchina e mi ha detto di andare a scaldarmi. Da lì è iniziato tutto, avevo una trance in testa incredibile. Poi mi ha chiesto 'Sei pronto?', gli ho risposto di sì. Mi ha detto di divertirmi e di fare ciò che sapevo fare. Poi in campo come ho sempre detto, con i giocatori forti è sempre più facile. Il mister era Simone Inzaghi".

Nella stagione 23/24 il prestito al San Gallo: com'è stato l'impatto con il campionato svizzero?

"Non mi aspettavo nulla di particolare, non sapevo cosa avrei affrontato in questa nuova esperienza: lingua diversa, paese diverso, quindi i primi giorni è stata abbastanza tosta. Per fortuna ero insieme alla mia ragazza, mi ha aiutato molto perché non conoscevo nemmeno l'inglese, poi ho avuto modo di impararlo. Un'esperienza magica, ho trovato un tifo incredibile, un calcio moderno, 'box to box'. Ho imparato un calcio nuovo, ad uscire un po' dal solito, dalle regole. Devo tanto al San Gallo perché ho giocato tantissime partite e mi sono tolto anche tante soddisfazioni".

Anche se nei preliminari hai giocato in tutte le competizioni d'Europa, dalla Champions alla Conference: cos'hai provato?

"Giocare contro le grandi squadre ti dà veramente tanto: quando vai a giocare negli stadi di Fenerbahce, Besiktas o Partizan è qualcosa di incredibile. Ti trovi a giocare con giocatori di altissimo livello che hanno fatto grandi carriere, sono emozioni indimenticabili. Ad esempio al Fenerbahce c'era Dzeko che si presenta da solo: avere la fortuna prima di allenarmi con lui e poi di giocarci contro è stato strano ma bello allo stesso tempo. Sono esperienze che mi porterò sempre dentro, piccoli passi nella carriera di un giocatore. A fine partita gli ho chiesto subito la maglia, ora ce l'ho in camera".

La partita che per te è stata un punto di svolta?

"L'anno scorso quando ho fatto le prime due o tre partite col San Gallo non sapevo cosa aspettarmi qui in Svizzera. La prima poi era contro il Basilea di Calafiori e Ndoye, e si giocava in uno stadio da 20mila persone e li ho pensato che ce la potevo fare, tra me e me mi son detto 'Questo è il calcio dei grandi'. Partita finita 2-1 per il San Gallo".

Vincere un titolo con il Lugano o la certezza di tornare in Serie A la prossima stagione? 

"Vincere il titolo con il Lugano".

Vincere la Champions o giocare la finale del Mondiale con l'Italia?

"Vincere la Champions League".

 

 

Giulio Piras
Tags :INTER

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