2 anni di squalifica e 33 punti di penalizzazione alla sua squadra. E questa è soltanto la parte meno shockante della notizia. Ci riferiamo allo scandalo che ha scosso il calcio boliviano: un calciatore della Primera División ha mentito sul suo nome e sull'età, rubando l'identità del fratello defunto. Il protagonista di questa vicenda è Gabriel Montaño (in realtà si chiama Diego Hernan Montaño Moizán), che grazie a un documento falsificato ha giocato "sotto mentite spoglie" nel campionato della Bolivia ed è arrivato fino alla convocazione (ma senza mai debuttare) della Nazionale. Un fatto gravissimo, che è costato a lui due anni squalifica e al suo club, l'Aurora de Cochabamba, una penalizzazione di 33 punti in classifica.
Bolivia, gioca con l'identità del fratello defunto: squalifica di 2 anni e penalizzazione di 33 punti
Come riporta Sky Sport, il presunto Gabriel Montaño ha mentito per tutto questo tempo sulla sua identità: affermava di essere il fratello (che in realtà è morto) e di avere 20 anni (invece ne ha 25). Uno scandalo che messo sotto shock tutto il calcio boliviano. E che ha portato a delle sanzioni pesanti. Oltre a lui e all'Aurora de Cochabamba, anche due dirigenti della squadra - Jaime Cornejo e Ivón Sandra Valencia - sono stati sospesi per tre anni. Un inganno senza precedenti che ha fregato tutti: Montaño ha giocato senza problemi in Primera División ed è stato addirittura convocato in Nazionale nelle sfide contro Venezuela e Cile del settembre 2024. A pensarci ora, rende tutto ancora più assurdo.