Vitali Kutuzov è stato uno dei calciatori più rappresentativi della Bielorussia, insieme ad Aleksander Hleb, ex talento del Barcellona.
La carriera in Italia
In Italia, il suo nome è rimasto impresso nei tifosi per le tante maglie vestite nel corso della carriera. Nato nel 1980, ha mosso i primi passi nel calcio professionistico a soli 15 anni, giocando nella terza divisione bielorussa. La grande occasione è arrivata nel 1997, quando venne ingaggiato dal BATE Borisov, una delle squadre più prestigiose del suo paese, dove in quattro anni segna 55 gol in 99 presenze.
Il salto in una big europea è avvenuto nel 2001, quando il Milan decise di portarlo in rossonero. Tuttavia, la concorrenza di attaccanti del calibro di Shevchenko, Inzaghi e José Mari gli ha sempre lasciato poco spazio, e dopo una breve esperienza allo Sporting Lisbona, è ripartito dalla Serie B, con l’Avellino di Zdeněk Zeman. Le sue prestazioni gli sono valse il ritorno in Serie A con la Sampdoria, dove è rimasto per due stagioni prima di trasferirsi al Parma, poi al Pisa e infine al Bari. Proprio in Puglia ha chiuso la carriera, segnata anche da una squalifica per illecito sportivo nell’ambito dell’inchiesta sul calcio-scommesse. Ma cosa fa oggi Kutuzov?
Le varie attività dopo il calcio
Appesi gli scarpini al chiodo, ha deciso di restare nel mondo dello sport, ma con un cambio di disciplina sorprendente: si è reinventato giocatore di hockey su ghiaccio, diventando il portiere del Sesto San Giovanni. Un ruolo completamente diverso da quello che ricopriva in campo da calciatore, ma che dimostra ancora una volta la sua versatilità e la sua passione per la competizione.
Parallelamente, è diventato anche commentatore sportivo, lavorando per Discovery+ durante le partite di hockey delle Olimpiadi invernali del 2022. Inoltre, ha fondato la VK1 Global Sports Investment, un’agenzia che aiuta giovani talenti, soprattutto bielorussi, a intraprendere la strada verso il professionismo.
Un percorso insolito e affascinante, quello di Kutuzov, che continua a lasciare il suo segno nel mondo dello sport, anche lontano dai campi di calcio.
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